INVIATO A NAPOLI. Vince il Napoli dopo l’incubo Champions. Cade l’Inter dopo sette successi. Finisce 3-1 per Conte che riconquista la vetta nella serata in cui Marotta perde anche la pazienza. A scatenare gli animi è il rigore che sblocca, fischiato dall’incerto Mariani dopo otto interminabili secondi dal contatto in area tra Mkhitaryan e Di Lorenzo. Dopo un lunghissimo check al Var, De Bruyne segna dal dischetto ma non esulta: esce in lacrime senza poggiare il piede destro a terra, per lui un serio problema al flessore. Stessa diagnosi per Mkhitaryan, ko nell’azione incriminata. «Il Napoli ha legittimato la vittoria ma l’episodio è stato determinante ed è nato da una valutazione dell’assistente. L’arbitro non aveva fischiato, meglio di lui non ci poteva essere nessuno», l’ira del presidente nerazzurro Marotta. «Se dopo 5-10 secondi interviene l’assistente e si dà rigore, questa dinamica avrebbe richiesto l’intervento del Var». L’episodio diventa un caso perché «tenendo conto delle riflessioni fatte da Rocchi, dobbiamo cercare chiarezza e capire cosa vuol dire “rigorino”. La vittoria del Napoli è scaturita da questo episodio che ha cambiato la testa dei giocatori. Io sono per la centralità dell’arbitro. Se interviene un assistente in un’ottica ridotta, un arbitro non può farsi condizionare così facilmente», si spinge oltre Marotta per il quale «quel rigore ha creato amarezza e arrabbiatura, il condizionamento c’è stato. Il Napoli avrebbe potuto vincere lo stesso, ma mi riferisco alla cronologia della partita e alla decisione presa dall’arbitro». Un putiferio nel cuore di una corrida, affrontata con il fioretto dall’Inter, mentre i napoletani prima spingono forte, poi organizzano una ragnatela che impedisce sbocchi alla tattica di Chivu.
Spaccata la gara, il Napoli si fa prudente e imbriglia il gioco, complici l’imprecisione dei nerazzurri – due legni con Bastoni e Dumfries – e la buona serata di Milinkovic-Savic. Uscito De Bruyne, sale di giri McTominay e non è un caso se è suo il gol del raddoppio a inizio ripresa. Conte ritrae il baricentro, finendo però in ambasce quando Buongiorno ci mette la manina per evitare guai con Lautaro, procurando il rigore trasformato da Calhanoglu. Ci vuole carattere per scendere nell’arena e affrontare la corrida e il Napoli sembra averne più dell’Inter, spronato da Conte ammonito dopo una lite con Lautaro al culmine di un duetto non proprio da gentiluomini. «Forse da un punto di vista umano non ho avuto modo di conoscerlo» punge a fine gara il tecnico, che ne ha anche per Marotta: «Non dia alibi alla sua squadra: io non gli avrei permesso di fare il papà, lasci stare le cose di campo». Un guizzo di Neres, assist per Anguissa, è tra le cose migliori della gara, come lo slalom di Zambo che chiude i conti. Non succede altro: gli azzurri congelano il gioco, non le polemiche. —
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NAPOLI-INTER 3-1 (1-0)
Napoli (4-1-4-1): Milinkovic-Savic 7; Di Lorenzo 6.5, Juan Jesus 6, Buongiorno 6 (45’ st Gutierrez sv), Spinazzola 6 (45’ st Beukema sv); Gilmour 6.5; Politano 6.5 (36’ st Elmas sv), De Bruyne 7 (37’ pt Olivera 6), Anguissa 7, McTominay 7; Neres 6.5 (36’ st Lang sv). All: Conte 7
Inter (3-5-2): Sommer 5; Akanji 5.5, Acerbi 5, Bastoni 6; Dumfries 5.5 (28’ st Luis Henrique), Barella 6 (28’ Frattesi 5.5), Calhanoglu 6 (28’ st Sucic 5), Mkhitaryan 5 (32’ pt Zielinski 6), Dimarco 6; Lautaro 5, Bonny 5 (17’ st Esposito 5). All: Chivu 5
Arbitro: Mariani 4
Reti: pt 33’ De Bruyne (rigore); st 9’ McTominay, 14’ Calhanoglu (rigore), 21’ Anguissa
Ammoniti: Di Lorenzo, Gilmour, Conte, Bastoni
Articolo pubblicato su La Stampa del 26 ottobre 2025
LA STAMPA pagine 30 e 31 del 26-10-2025
Articolo pubblicato sul sito de La Stampa il 25 ottobre 2025 (consultabile a questo link)
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