Governo e Meridione, quando l’apparenza inganna

Il premier Conte a NapoliIl premier Giuseppe Conte con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (foto Ansa)

In apparenza il Meridione è nei pensieri di questo governo a trazione legastellata. In questi giorni, infatti, i principali protagonisti della strana alleanza politica che guida il Paese hanno fatto rotta verso Sud. Prima la firma a Caserta del protocollo per la Terra dei Fuochi, poi il blitz del primo ministro in Calabria e Campania. Una visita dedicata ufficialmente soprattutto alla legalità. Conte non a caso è andato nel carcere minorile napoletano di Nisida e in diverse realtà che combattono con i fatti la criminalità organizzata, giorno dopo giorno, gestendo beni confiscati.

Segnali di fumo probabilmente. Messaggi che vengono lanciati dall’avvocato del popolo, come si definì all’inizio del suo mandato il primo ministro, alla gente del Sud che, alle ultime elezioni del marzo scorso, ha dimostrato di credere alle politiche di Lega e Movimento 5 Stelle, visto il risultato uscito dalle urne. Visitando a Locri l’ostello Goel ospitato in un bene confiscato e rendendo omaggio alla memoria del vice presidente del Consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno, ucciso in un agguato nel 2005, Conte ha plasticamente e mediaticamente interpretato l’attenzione che questo governo dichiara di avere per le problematiche del Sud. In Calabria, del resto, c’è il problema delle infiltrazioni negli enti pubblici, con 10 Comuni sciolti per mafia. Ma non c’è solo il problema della legalità. Ci sono quelli, come da elenco snocciolato dallo stesso Conte, dello sviluppo economico, della crescita, dello sviluppo sociale, di una disoccupazione giovanile altissima, di una povertà diffusa, e anche quello della sanità. Tutti dossier «ai quali occorre dare risposte», dice il primo ministro.

Nell’iconografia della missione al Sud del premier anche la stretta di mano con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e la difesa cauta ma sostanziale della libertà di stampa sostenuta al Palazzo Reale di Napoli addirittura intervistando alcuni cronisti minacciati dalle mafie. Proprio nel giorno in cui al fianco dei giornalisti scendeva in campo anche il Capo dello Stato e all’indomani degli insulti e delle liste di epurazione a firma Di Maio e Di Battista. Insomma, un’operazione di immagine ben assestata con tanto di promesse finali: «Restituire questi territori alla legalità è un obiettivo prioritario di questo Governo».

Peccato che sulla rotta verso Sud il Movimento 5 Stelle sia inciampato nel caso Corleone, dove il candidato sindaco grillino Maurizio Pascucci si è fatto immortalare con Salvatore, marito di una nipote del boss Bernardo Provenzano. Una foto scattata nel bar York, gestito proprio da Salvatore e dalla sua famiglia, non improvvisata ma concordata da Pascucci col deputato M5s di riferimento del territorio, Giuseppe Chiazzese, e con il presidio 5Stelle di Corleone. Una scelta precisa e inserita in campagna elettorale. Un caso portato alla luce dal quotidiano Repubblica. Solo dopo aver letto il giornale è intervenuto Di Maio, leader politico dei 5Stelle, che ha azzerato il sostegno ufficiale del Movimento all’aspirante sindaco. A proposito, a Corleone si vota dopo due anni di commissariamento per mafia.

Un brutto colpo nella narrazione molto social portata avanti dai grillini. Che vengono al Sud per non cedere terreno alla Lega. Salvini sembra infatti radicarsi sempre più nel Meridione, ribaltando ideologie, costumi e logiche al grido di “prima gli italiani”. Un fenomeno innanzitutto sociale prima che politico, divenuto ulteriore elemento di subbuglio in un quadro politico già di suo complesso.

La campagna del governo leghista e grillino è al Sud ma non sappiamo se è per il Sud. Perché alle volte l’apparenza inganna.

Editoriale “Il Salernitano visto da fuori” andato in onda su Radio Alfa domenica 25 novembre 2018

Il link al podcast di Radio Alfa

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail
Condividi questo articolo
Facebookrss
Segui

Be the first to comment on "Governo e Meridione, quando l’apparenza inganna"

Leave a comment