Italia-Ucraina 1-1: Nazionale ancora convalescente ma è un buon pari. Le pagelle: Barella, ottimo esordio

Genova: Italia-Ucraina 1-1Il tiro dell'azzurro Federico Bernardeschi che porta in vantaggio l'Italia sull'Ucraina (foto Ansa.it)

INVIATO A GENOVA Con quella faccia un po’ così Mancini saluta la sua Genova senza vincere. La sindrome da amichevole continua ma i segnali in vista della partita di domenica in Polonia per la Nations League non sono malaccio. Una serata dedicata ai genovesi e alle vittime del ponte Morandi, ricordate al 43’ del primo tempo con un minuto di stop alla partita e gli applausi scroscianti dello stadio.
L’Italia parte con il gas a manetta soprattutto a sinistra, dove Biraghi lavora bene incrociandosi con Insigne e Bernardeschi ai quali piace trafficare in mezzo alle linee. Legnosa l’Ucraina che nelle rare volte in cui prende palla non riesce quasi mai a verticalizzare, a causa anche del pressing alto che attuano gli azzurri.
Al 5’ Bernardeschi ci prova dal limite colpendo di controbalzo: Pyatov è costretto alla deviazione in tuffo. Nel giro di un minuto l’Italia va vicina al gol per altre tre volte con conclusioni di Chiesa, Barella e Bonucci tutte respinte dal portiere ucraino. Dopo dieci minuti la squadra di Mancini ha già creato cinque palle gol nitide e battuto sei volte dalla bandierina.
L’azione più bella del primo tempo la firmano Chiesa e Insigne, con il primo che semina un paio di pertiche ucraine sulla sinistra e poi serve al bacio il Magnifico che prova il solito tiro a giro col destro. Ma stavolta la palombella non riesce e il napoletano si morde le dita. Un minuto (23’) e ancora Chiesa inventa un assist in giravolta per Bernardeschi che piazza il pallone sotto la traversa dove però arriva Pyatov. Mancini si sbraccia, sa bene che il gioco senza gol non serve. Dove non arrivano con la tecnica, i ragazzi di Shevchenko ci mettono braccia e gambe. È il caso di Rakitsky che falcia Verratti e viene ammonito.
Dopo la prima mezz’ora di gioco il ritmo degli azzurri cala. Prima che la partita si fermi al 43’ per ricordare le vittime del Morandi, c’è il tempo per un’altra combinazione fulminante (sempre nascente da sinistra) che permette a Insigne prima e Barella poi di far tremare la difesa ucraina. Donnarumma entra in partita quando si è già nel recupero: blocca a terra un tiro maligno di Marlos.
Secondo tempo, stesso copione. Partenza sprint degli azzurri che trovano però i corridoi laterali più intasati. Verratti si fa ammonire, Chiesa continua a fare il flipper. Mancini vuole segnare e fa scaldare Immobile e, proprio quando è pronta la sostituzione, Bernardeschi inventa il gol che sblocca la partita. Al volo dal limite dopo un rimpallo fa prendere al pallone un verso strano. Pyatov, impeccabile fino a questo punto, smanaccia malamente e accompagna la traiettoria in porta. È il decimo, giusto il tempo di esultare e Bernardeschi lascia il campo a Immobile. Chiesa passa a destra. Qualcosa sembra non funzionare più all’improvviso, inizia a diluviare e si alza il vento. Arriva la bufera e anche il pareggio dell’Ucraina che matura dopo una gran parata di Donnarumma. Sul corner si infila Burda che serve Malinovski: il sinistro al volo non è una saetta ma è angolatissima. Donnarumma è in ritardo, palla nell’angolino più lontano. Le sostituzioni sotto il diluvio cambiano fisionomia alle due squadre. La partita si ammoscia e la gente di Genova sfolla prima della fine. È un sorriso a metà.
Potrebbe bastare in Polonia per non lasciarci le penne. —
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Le pagelle Chiesa, Barella e Biraghi: c’è speranza
6 DONNARUMMA
Sembrava una serata tranquilla, per quasi tutto il primo tempo fa lo spettatore. Trafitto da Malinovskyi dopo una grande parata.
7 BIRAGHI
Parte titolare e divora chilometri sulla sinistra dove fa praticamente l’ala. Personalità da vendere. (dall’88’ CRISCITO SV)
6,5 BONUCCI
Prova a sganciarsi più volte per fare da attaccante aggiunto, dietro non è che avesse molto da fare. Va vicino al gol.
6,5 CHIELLINI
Il capitano abbraccia tutti, applaude Genova quando lo stadio si ferma per ricordare i morti del ponte. Muro in difesa.
6,5 FLORENZI
Dove lo metti lo trovi. È la sua caratteristica, in questa partita resta spesso dietro per tenere l’ordine. (dall’84’ PICCINI SV)
7 JORGINHO
Come lui non ce ne sono molti in giro. Macina palloni e disegna geometrie, un vero punto di forza.
5,5 VERRATTI
Non è in serata, sembra nervoso. Prende parecchie botte poi quando si ribella viene ammonito. (dal 70’ BONAVENTURA SV)
7 BARELLA
Bravo. E non è la bella favola dell’esordiente che sembra un veterano. Gioca e fa giocare, solide realtà. (dal 78’ PELLEGRINI SV)
7,5 CHIESA
Serata di grazia ma lui è abituato a tenere sempre alto il ritmo facendo imbambolare gli avversari. Meritava il gol.
7 BERNARDESCHI
Ha molti meriti, soprattutto sblocca la partita proprio mentre Mancini sta per sostituirlo. Mai domo. (dal 56′ IMMOBILE SV)
6 INSIGNE
Meno brillante del solito ma comunque pericoloso. Sente la responsabilità di dover dare qualità al gioco. (dal 78’ BERARDI SV)

Articoli pubblicati dai giornali locali del Gruppo Gedi giovedì 11 ottobre 2018

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