Grecia in piazza contro Merkel e Bce

di Angelo Di Marino
ROMA. I greci non ci stanno. Non vogliono l’austerità e scendono in piazza per dare forza al nuovo governo, quello di Alexis Tsipras che nella sua campagna elettorale aveva sempre allontanato lo spettro della crisi dalle famiglie elleniche. In migliaia in piazza Syntagma ad Atene, così come per le strade di Patrasso, Salonicco e di altre grandi città. Una partecipazione senza precedenti ad una manifestazione organizzata a tempo di record con un tam-tam forsennato sul web. A far scattare la molla della contestazione il diluvio di «no» provenienti dalle principali istituzioni europee, tutte concordi nel chiudere i rubinetti al governo di Atene in materia di debito. «Non ci facciamo ricattare. Non cediamo. Non abbiamo paura. Non arretriamo. Vinciamo»: questo il tenore di cartelli e striscioni.

Forte la spalla offerta a Tsipras dal popolo, schierato dalla sua parte contro Bce e Merkel. Forti, forse anche troppo, le parole evocate a Berlino dal ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, mentre era accanto al collega tedesco Wolfgang Schaeuble: «Quando tornerò nel mio Paese, troverò un parlamento in cui il terzo partito non è un partito neonazista, ma nazista», ha detto quasi a sollecitare un paragone fra la Grecia depressa di oggi e la Germania degli anni ’30: «Nessuno può capire meglio della Germania le conseguenze cui può andare incontro un paese depresso, in una crisi deflazionistica e da cui si pretende sempre di più», ha concluso. Il ministro tedesco però ha messo subito le cose in chiaro: «Siamo d’accordo sul fatto che il taglio del debito non sia possibile a questo punto e rispettiamo il voto greco, ma gli impegni vanno adempiuti».
E lo spettro del nazismo era ben presente anche nelle piazze ieri sera durante la manifestazione: «Schaeuble-Merkel. Vi abbiamo conosciuto dal 1941 al 1945. Non abbiamo paura di voi», era scritto su uno dei cartelli più applauditi.

Per Tsipras, rientrato ad Atene, l’obiettivo è proprio l’Europa dei forti: «La troika è completamente finita. La Grecia non è più il misero partner che ascolta le prediche. Rispetteremo la volontà del popolo greco. Aspettiamo le proposte della Germania dalla quale non abbiamo ancora ascoltato niente di concreto», ha dichiarato sfoderando l’orgoglio ellenico che tanto fa presa sulla gente. Il resto d’Europa, però, sembra solo sorridere alla Grecia per poi restare dalla parte della Germania: «La decisione della Bce è legittima e opportuna dal momento che mette tutti i soggetti in campo attorno ad un tavolo», sono ad esempio le parole di Renzi e sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato Hollande da Parigi.

In sostanza la Grecia ha chiesto un programma ponte, da ora fino a maggio, per avere lo spazio di «colloqui necessari per un nuovo contratto con la Commissione Ue, la Bce e il Fmi». Il «no» di Draghi e la stretta alla liquidità delle banche greche trovano una spiegazione in realtà politica. La Bce non avrebbe da eccepire sulla volontà di rinegoziare il debito, ma i governatori di Irlanda, Cipro, Spagna e Portogallo, che non hanno avuto sconti, non ci stanno. E così la Bce, sotto la spinta anche della Bundesbank, ha chiuso i rubinetti. Evitando così l’isolamento della Merkel che non vuole creare precedenti utili ad altri paesi in difficoltà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

articolo pubblicato sui 18 giornali locali del Gruppo Espresso il 6 febbraio 2015

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail
Condividi questo articolo
Facebookrss
Segui

Be the first to comment on "Grecia in piazza contro Merkel e Bce"

Leave a comment