Il binomio perfetto. È quello tra Torino e la grande pallavolo che torna nel weekend all’Inalpi Arena con la Final Four di Cev Champions League maschile. A giocarsi il titolo i detentori della coppa e neo campioni d’Italia della Sir Sicoma Monini Perugia, guidati dal capitano Simone Giannelli. Domani le semifinali: gli umbri affronteranno i polacchi del Pge Projekt Warszawa (ore 17), mentre alle 20.30 scenderanno in campo Aluron Cmc Warta Zawiercie (Polonia) e Ziraat Bankkart Ankara (Turchia). Domenica finalina per il terzo posto (ore 17) e finalissima per il titolo (ore 20.30, tv Sky, Now e Dazn). Ci sarà anche il croato Roko Sikirić, ex schiacciatore e ora presidente della Cev, la Confederazione europea del volley, entusiasta della città.
«Qui è veramente bello, perché questa è l’estate, anzi è l’anno di Torino città della pallavolo. E non solo per la Final Four che organizziamo. Qui nel 2023 abbiamo celebrato delle super finali sia per le donne che per gli uomini e abbiamo visto che tutti possono approfittare di questa organizzazione. Il palazzetto era pieno».
Tre anni fa oltre diecimila spettatori per tifare Paola Egonu, allora con la maglia del VakifBank e senza club italiani in campo.
«E questo è cosa significa la Champions League per il nostro sport. Perché non è solo un evento, ma è quello che noi lasciamo dopo per l’intera comunità, per le squadre giovanili e anche per gli altri sport, per le leghe che possono approfittare del successo di questa organizzazione».
A Torino, quindi, trovate terreno fertile per costruire grandi eventi sportivi?
«Sì, sono molto orgoglioso perché questa è una città che organizza grandi eventi e la pallavolo continuerà a lavorare insieme con Regione e Comune oltre che con la Federvolley italiana del presidente Manfredi. Sono molto felice per questo e spero, anzi sono sicuro che questo evento sarà un grande spettacolo come nel 2023».
E a settembre gli Europei con la fase finale maschile in Italia, Torino compresa con i quarti al PalaVela, e il torneo femminile in giro per il Continente.
«Anche questo è un sintomo di grande condivisione a livello internazionale e una opportunità per promuovere il nostro sport. Organizziamo gli Europei in quattro Paesi per il maschile e in quattro per il torneo femminile. In termini organizzativi è un meccanismo un po’ competitivo, ma in termini di promozione è importante adottare questo modello per avere il nostro sport in casa di quanti più appassionati possibili».
La pallavolo europea è una eccellenza mondiale, il livello si sta ulteriormente alzando?
«Sì, ero qui per gli ottant’anni della Fipav e ho detto che la Federazione italiana è un modello da seguire non solo per la capacità organizzativa ma anche per come accompagna la crescita del nostro sport con tecnici bravissimi e giocatori e giocatrici di livello assoluto al mondo. L’Italia rappresenta il top per la pallavolo europea». —
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Intervista pubblicata su La Stampa del 15 maggio 2026
LA STAMPA ed. TORINO pagina 59 del 15-5-2026
Intervista pubblicata sul sito de La Stampa il 15 maggio 2026 (consultabile a questo link)
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