INVIATO A NAPOLI Sorpasso a bassa quota. Antonio Conte punta sugli uomini giusti e senza attaccanti supera un Milan mai in grado di cambiare marcia e che si accorge di potersela giocare solo quando va sotto, cioè troppo tardi. «Era bello pensare allo scudetto ma i 63 punti sono quelli che ci meritiamo», certifica Allegri a secondo posto ormai perso.
Con Lukaku infortunato e fuori rosa, il tecnico azzurro che potrebbe tornare ct è nel momento in cui recupera i lungodegenti e pensa in grande, anche in chiave Nazionale: «Se guidassi la Federcalcio mi chiamerei, giusto che il mio nome faccia parte del novero dei candidati. Conosco l’ambiente, ho fatto il ct per due anni e ho visto poco aiuto dalle squadre. Ora penso al Napoli, ho un altro anno di contratto. A fine stagione mi incontrerò di nuovo con il presidente e vedremo».
Partita senza strappi per 79 minuti e dal copione poco emozionante. Serve il doppio cambio ideato da Conte a scrivere l’atto che decide la sfida: dentro Politano e Alisson Santos, gli unici in grado di saltare l’uomo, fuori il falso nueve Giovane e l’esausto Spinazzola. Proprio il brasiliano con la complicità di Olivera spacca la difesa rossonera che resta a guardare, Tomori la prende di testa ma la mette proprio sul piede di Politano: la battuta è di precisione, finisce alle spalle di un incerto Maignan e chiude i giochi. Vince Conte e il Napoli festeggia il quinto successo di fila in campionato che vale il secondo posto in classifica a -7 dall’Inter: «Qui a Napoli sembra tutto dovuto, invece stiamo onorando lo scudetto e la storia – si infervora il tecnico azzurro -. Mancano 7 partite, non dobbiamo sbagliare niente e puntare al filotto. E sperare che gli altri sbaglino non una ma due volte». Parole da ct. —
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Articolo pubblicato su La Stampa del 7 aprile 2026
LA STAMPA pagine 32 e 33 del 7-4-2026
Articolo pubblicato sul sito de La Stampa il 6 aprile 2026 (consultabile a questo link)
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