Conte, l’Europa resta tabù: il Napoli crolla in casa con il Chelsea e la Champions è già finita

Champions League Napoli-Chelsea 2-3Rasmus Hojlund festeggia il suo gol con Di Lorenzo e McTominay (foto Ansa)

INVIATO A NAPOLI
Giù dalla giostra. Antonio Conte non riesce a sfatare il tabu Champions e il Napoli perde andando fuori dall’Europa. Agli azzurri non basta un primo tempo gagliardo contro un Chelsea più tecnico e scafato, capace di congelare il gioco nella ripresa quando ai partenopei viene meno la spinta necessaria per andare avanti. Una sconfitta che fa male e che spezza le velleità internazionali del Napoli almeno per quest’anno. Lo sguardo attonito di Conte a fine partita, fermo davanti alla sua panchina a fissare i giocatori applauditi dal Maradona, è la sintesi di una eliminazione evitabile. «Non è un disastro, in un anno e mezzo abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa. Una partita importante – le parole del tecnico azzurro -, abbiamo onorato la Champions anche con la squadra rimaneggiata, ma siamo stati puniti dalla qualità del Chelsea e da Joao Pedro che è di una categoria superiore. La qualificazione l’abbiamo gettata via a Copenaghen, per tutti noi quella deve essere la partita del rimpianto». Conte vede del buono anche in questa occasione: «Con il Chelsea ci siamo misurati, certo serve anche la buona sorte: con 13 assenti non ci siamo snaturati. L’obiettivo ora è ritrovare la Champions l’anno prossimo e sarà una battaglia. Vorrei conoscere chi fa i calendari, giochiamo di nuovo sabato: la verità è che se ne fottono altamente», sbotta in tv.
Non era facile ritrovare il bandolo della matassa dopo la batosta con la Juve e i troppi passi falsi in Champions. Conte prova a rivitalizzare i suoi e chiede testa prima che cuore, ma soprattutto rabbia e grinta: nel primo tempo agli azzurri il cocktail riesce. La prova è l’approccio che ha Antonio Vergara, il napoletano di Frattaminore, che sfonda rugbisticamente l’ultima linea degli inglesi in occasione del gol del pareggio dopo il vantaggio firmato da Enzo Fernandez su rigore. Smania Olivera che diventa uomo assist in entrambe le reti, servendo Hojlund che torna al gol in Europa quattro mesi dopo la doppietta contro lo Sporting Lisbona. Il vantaggio è una illusione, nella ripresa la musica cambia con l’ingresso in campo di Cole Palmer e la doppietta di Joao Pedro. «Non l’abbiamo persa adesso – l’analisi lucida del capitano Giovanni Di Lorenzo -, abbiamo sbagliato troppe partite. Gli infortuni non devono essere un alibi». Sipario. —
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NAPOLI-CHELSEA 2-3 (2-1)
Napoli (3-4-2-1): Meret 5; Di Lorenzo 6, Buongiorno 5, Juan Jesus 5,5 (22’ st Gutierrez 5); Spinazzola 5 (37’ st Beukema sv), Lobotka 6, McTominay 6, Olivera 6; Vergara 7, Elmas 6 (37’ st Lukaku sv); Hojlund 6,5. All.: Conte 6
Chelsea (4-2-3-1): Sanchez 6,5; Gusto 5,5 (14’ st Chalobah 6), James 6, Fofana 6, Cucurella 6; Caicedo 6,5, Andrey Santos 6 (14’ st Gittens 5,5, dal 45’ st Badiashile sv); Estevao 6 (29’ st Garnacho sv), Enzo Fernandez 7, Neto 6,5 (1’ st Palmer 7); Joao Pedro 7,5. All.: Rosenior 7
Arbitro: Turpin (Fra) 6
Reti: pt 19’ Enzo Fernandez (rig.), 33’ Vergara, 43’ Hojlund; st 16’ e 37’ Joao Pedro
Ammoniti: Juan Jesus, Elmas, Fofana
Articolo pubblicato su La Stampa del 29 gennaio 2026
LA STAMPA pagina 28 del 29-1-2026

Articolo pubblicato sul sito de La Stampa il 28 gennaio 2026 (consultabile a questo link)

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