Coppa Italia femminile, il presidente Fabris: “Torino è il posto giusto per le stelle del volley”

Lega volley femminileMauro Fabris, presidente della Lega volley femminile (foto LVF)

Stelle a Torino. La final four della Coppa Italia Frecciarossa si trasforma in un evento sul palcoscenico dell’Inalpi Arena in questo weekend. Una vera e propria celebrazione della pallavolo italiana che domina nel mondo, come conferma Mauro Fabris, presidente della Lega volley femminile. «Sì, proprio così. Lo abbiamo pensato non solo come un momento agonistico ma anche celebrativo. Del resto, mettere in scena un evento all’Inalpi Arena rappresenta una consacrazione essendo il palcoscenico delle eccellenze per gli sport indoor».
Il posto giusto per la pallavolo femminile che anche a livello di club vince tutto nel mondo.
«Il meraviglioso impianto torinese, con la sua capienza e le sue potenzialità, consente di avere il pubblico che solo alcune discipline possono vantare. Noi siamo orgogliosi di poter avere questa opportunità, l’abbiamo proprio voluta e cercata perché veniamo da un’annata fuori misura».
Successi su successi, la nostra pallavolo è stellare.
«Dopo i trionfi della Nazionale, è arrivato il Mondiale per club vinto da Scandicci in finale su Conegliano, senza dimenticare che l’anno scorso tutte e tre le coppe europee sono andate ai nostri club. E anche quest’anno siamo già molto avanti».
Le magnifiche quattro (Conegliano, Scandicci, Novara e Chieri) saranno protagoniste di un autentico show, con la musica di Rose Villain e migliaia di appassionati sugli spalti.
«Avremo anche tanti ospiti sia sabato per le semifinali che domenica per la finalissima, ci sarà il presidente del Coni Buonfiglio e le massime autorità sportive nazionali ed europee. E a guardare lo spettacolo il meglio della pallavolo non solo italiana. Insomma un’ulteriore possibilità di crescita per il nostro movimento. Il tutto esaurito sarà fantastico».
Continuate a mettere mattoni su mattoni, costruendo su basi solide.
«Ma non abbiamo ancora raggiunto la vetta. Se l’abbiamo raggiunta sicuramente dal punto di vista agonistico perché le competizioni le vinciamo tutte, c’è invece la possibilità di crescere ancora e tanto fuori dal campo».
Sul tavolo ci sono ancora questioni aperte, dal professionismo delle atlete all’impiantistica carente. Come va il confronto con la politica?
«Siamo a un punto morto, purtroppo. Sia chiaro, non chiediamo soldi ma per tenere su una Lega come la nostra non basta la grande passione e gli investimenti dei club. In Italia, come sempre, salire sul carro dei vincitori è la cosa più facile del mondo. Poi però non succede niente. ..».
In altri Paesi le cose vanno diversamente, uno per tutti la Turchia.
«Vero, lì hanno delle politiche che sono molto vicine alle società. In Italia, ad esempio, la norma sulla defiscalizzazione per le sponsorizzazioni sportive l’avevano anche fatta ma in questa finanziaria è sparita. Senza contare gli impianti…».
Un tasto dolente.
«La Final Four la giochiamo a Torino anche perché quanti altri posti così abbiamo in Italia? Scandicci gioca a Firenze al Pala Wanny che è di un privato. Anche Pinerolo e Chieri sono costrette a migrare se vogliono più pubblico. Al Sud non c’è niente, proprio mentre aumentano in maniera esponenziale le giovanissime che vogliono fare pallavolo. Così la base rischia di non allargarsi».
C’è ancora Torino nei vostri programmi futuri?
«Con la Regione Piemonte si lavora bene, ha una gestione dei grandi eventi che per noi è giusta. L’Emilia Romagna propone Bologna dove abbiamo già giocato. Valuteremo. In questo momento qui siamo molto contenti». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Intervista pubblicata su La Stampa del 22 gennaio 2026
LA STAMPA pagina 59 del 22-1-2026

Intervista pubblicata sul sito de La Stampa il 22 gennaio 2026 (consultabile a questo link)

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