Il sogno continua. L’Italvolley di Fefè De Giorgi batte il Belgio 3-0 (25-13, 25-18, 25-18) e va in semifinale ai Mondiali di Manila. I campioni in carica vogliono difendere il titolo a tutti i costi, senza mollare di un millimetro. Sabato se la vedranno ancora una volta con la Polonia di uno scatenato Wilfredo León (ieri mattatore contro la Turchia), una sfida stellare diventata classica negli ultimi anni, a partire dal 2022 quando gli azzurri vinsero la coppa del mondo battendo a domicilio i polacchi. Da allora anche una finale degli Europei a Roma nel 2023 e il match per il titolo della Nations League di questa estate. Compatto e consapevole, il gruppo De Giorgi è in crescita, nonostante l’assenza di Daniele Lavia, sulla strada del recupero dopo il brutto infortunio in allenamento di un mese fa.
Uniti sempre, nel bene e nel male, i ragazzi di Fefè sono ripartiti proprio da una batosta con la Polonia, lo 0-3 rimediato nell’ultimo atto di Vnl. Una sconfitta difficile da mandare giù, diventata la molla per capovolgere tutto e ritrovarsi, tra reclute e veterani, meglio di prima. «Siamo un gruppo molto giovane, ma vogliamo lavorare insieme. Ci piace stare insieme. Ogni estate gioco la finale di Champions League e dopo una settimana sono con il gruppo perché voglio stare con i miei compagni di squadra», la sintesi del capitano Simone Giannelli, il fuoriclasse che da dieci anni è in Nazionale e che anche ieri col Belgio ha sfoderato colpi decisivi in ogni parte del campo. «Creiamo questa magia ogni giorno quando ci alleniamo. Quando siamo insieme, siamo tutti qui per una cosa sola: rappresentare il nostro Paese. Non importa chi gioca, chi sta giocando meglio o meno bene. Per noi, l’importante è rappresentare la nostra bandiera e la nostra nazionale al meglio», il pensiero del palleggiatore che rincorre il quinto titolo mondiale della nostra pallavolo al maschile. «Sono molto contento della partita che abbiamo giocato – commenta Giannelli dopo la gara dei quarti -. Avevamo perso contro il Belgio nella fase a gironi e ci avevano messo seriamente in difficoltà. Siamo stati bravi a entrare in campo pronti, preparati, concentrati per giocare punto a punto. Poi siamo stati ancora più bravi a gestire bene le varie fasi del match, mantenendo lucidità anche quando eravamo avanti di diversi punti. Proprio per questo vogliamo continuare a farlo fino alla fine, perché il livello si alzerà ancora e questa mentalità ci può aiutare».
Nelle Filippine, l’andatura moderata della prima fase si è trasformata in passo sicuro con l’Argentina e in marcia trionfale (8 ace e 6 muri) con il Belgio: «Essere ancora tra le prime quattro al mondo è motivo di grande orgoglio, in questo torneo abbiamo dimostrato che una sconfitta non basta a farci perdere le nostre certezze. Le sconfitte servono, perché ti aiutano a capire dove sei e cosa devi migliorare. È stato così anche per noi: non siamo un gruppo che si abbatte», a chiare lettere la filosofia del capitano che, a 29 anni, è un leader sia in campo che fuori. È proprio tenendo insieme veterani (Anzani, Russo, Michieletto, Romanò oltre a Giannelli) e debuttanti (le sorprese Bottolo e Gargiulo su tutti) che De Giorgi è riuscito in questi mesi a cementare un gruppo che un anno fa era uscito un po’ ammaccato dai Giochi di Parigi. «È un grande allenatore. È stato un grande giocatore, quindi la sua esperienza è molto importante per noi. Stiamo crescendo insieme», la stima espressa anche sul sito ufficiale del Mondiale da Giannelli al suo ct. Cuore e anima oltre la rete. La Polonia è avvisata. —
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Articolo pubblicato su La Stampa del 25 settembre 2025
LA STAMPA pagine 36 e 37 del 25-9-2025
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