Tante scuse. Finisce così il Mondiale della pallanuoto azzurra a Singapore. Dopo il giustificabile Setterosa, esce ai quarti anche il glorioso Settebello, ridotto ai minimi termini (11-17) dalla Grecia e da una ginocchiata, quella di Matteo Iocchi Gratta al greco Argyropoulos. Un atto violento, visto e rivisto da tutto il mondo in un video che spopola sui social. «Non era mia intenzione colpire l’avversario, stavo facendo un movimento di bicicletta e non sono riuscito a fermarlo, dispiace aver lasciato i compagni in inferiorità, chiedo scusa a tutti», la mesta arringa del giocatore il cui gesto non è stato certo digerito dallo spogliatoio azzurro.
Non sono le uniche scuse di giornata, anche il commissario tecnico Sandro Campagna porge le sue: «Chiediamo scusa agli appassionati perché si aspettavano un Settebello diverso. Abbiamo sbagliato partita». Detta così, al di là dell’evidente imbarazzo dell’allenatore, sembra il tentativo di turare con un solo dito le falle della barca che affonda. Il gesto sconsiderato di Iocchi Gratta è la circostanza più eclatante della disfatta con i greci ma non l’unica causa. «Imbambolati», la definizione che proprio Campagna usa per descrivere i suoi giocatori.
E c’è chi ci va giù ancora più pesante, come Maurizio Felugo, oro azzurro ai Mondiali 2011 e ora amministratore unico della Pro Recco, il club di Iocchi Gratta: «Che delusione, una squadra molle che è mancata nella partita più importante. Non si può perdere così».
Già, non puoi soccombere regalando un giocatore a cavallo dei primi due tempi (break di 8-0 in favore della Grecia) e poi cercando di rovesciare la squadra come un calzino con una serie infinita di cambi, frutto soprattutto della disperazione. A tratti il Settebello gioca anche senza portiere, provandole tutte ma niente, zero assoluto. «Ci è mancato tutto, non è accettabile una partita così», l’amaro commento di Francesco Di Fulvio, capitano di una squadra che non è ancora gruppo.
Con 6 nuovi innesti e generazioni diverse di giocatori da amalgamare, questa versione della Nazionale è a metà strada tra quella eliminata ingiustamente dall’Ungheria ai Giochi 2024 (ricordate l’espulsione di Condemi e le spalle agli arbitri nel match con la Spagna?) e quella che andrà alle Olimpiadi di Los Angeles nel 2028. Fermato sei mesi per la squalifica seguita ai fatti di Parigi, il Settebello sciupa così la carta del rientro a questi Mondiali e ora deve ritrovare il bandolo della matassa. Servono guida sicura e nervi saldi, il tempo delle scuse è finito. —
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Articolo pubblicato su La Stampa del 21 luglio 2025
LA STAMPA pagina 37 del 21-7-2025
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