Salerno, ancora falsi dossier contro Caldoro

di Angelo Di Marino
SALERNO. Inizia oggi al tribunale di Roma (IV sezione, 2° Collegio, pubblico ministero Sabelli) il processo sulla cosiddetta “P3”, l’associazione segreta (?) che, a detta degli inquirenti, avrebbe condizionato la magistratura, controllato inchieste e fabbricato falsi dossier per screditare politici. A giudizio figurano, tra gli altri, il faccendiere Flavio Carboni, il giudice tributario Pasquale Lombardi, l’imprenditore ed ex assessore Arcangelo Martino ed il sindaco di Pontecagnano, Ernesto Sica. Il 16 aprile prossimo, invece, davanti al gup del tribunale di Roma, si terrà l’udienza preliminare sugli ex parlamentari coinvolti nella vicenda. Tra questi figura anche Nicola Cosentino, la cui posizione è stata stralciata nella prima fase del dibattimento.

Dai fatti sono trascorsi quasi cinque anni. Gli atti dell’inchiesta descrivono un quadro chiaro, dal quale però probabilmente emerge solo una parte di quello che è accaduto. Sullo sfondo anche figure apparentemente di secondo piano, come quella di Fabrizio Scotto Di Uccio, sedicente avvocato originario di Monte di Procida, arrestato nel novembre 2010 ed accusato di avere costruito falsi documenti giudiziari ed atti pubblici per minacciare clienti e persone a lui note. Tra le sue vittime anche Antonio Fasolino, presidente del Consorzio Aeroporto e da sempre legato politicamente a Caldoro. Per quei fatti, Di Uccio è stato condannato a sei anni in primo grado, diventati 4 e mezzo in Appello. I fatti risalgono al 2009 e, pur non essendoci legami diretti con l’inchiesta sulla P3, il comune denominatore restano il presidente della Regione, Stefano Caldoro, ed il gruppo di amici e collaboratori vicini al Nuovo Psi. Proprio Fasolino oggi sarà a Roma in qualità di avvocato di parte civile.

«La verità è che quello che si vede lo conosciamo – dichiara Fasolino a “la Città” – Dalle risultanze processuali ed indiziarie, la politica ha giocato un ruolo di parte strumentalizzata più che di parte attiva. Non possiamo essere così ingenui, però, da pensare che sono queste persone ad aver organizzato tutto. Cerchiamo la verità che non si vede e che non è emersa, nonostante gli sforzi degli inquirenti».

Diamo un nome alle cose: nella vicenda P3 figurano Sica, Carboni, Cosentino…

«Basta leggere le intercettazioni: si capisce subito chi aveva ambizioni e chi utilizzava le ambizioni di qualcuno per scatenare uno scontro generale».

Eppure le ombre si agitano ancora nonostante la magistratura abbia acceso le luci.

«Saviano pochi giorni fa raccontava di organizzazioni presenti nel nostro Paese che agiscono in una sottile zona grigia. Ed è chiaro che questa è la parte non ancora uscita fuori in questa storia. E che è ancora pericolosamente attiva».

Si avvicinano le Regionali e ritornano i dossier.

«Non c’è nessuno della piccola comunità politica del Npsi che non sia stato fatto oggetto di questo tipo di “attenzioni”. Dai falsi dossier alle intercettazioni truccate, fino agli esposti anonimi nelle varie procure campane».

È difficile essere amico di Caldoro…

«Basta essere individuato come persona vicina al presidente della Regione. Non abbiamo nulla da nascondere».

Insomma, il dato è che Caldoro si ricandida alle Regionali per la presidenza, in un contesto diverso dal 2010.

«È ovvio che dopo 5 anni l’immagine di Caldoro è più forte e si presenterà in campagna elettorale con un bagaglio che saranno comunque i cittadini a dover giudicare».

Belle parole, poi però denunciate dossier e lettere anonime. Come 5 anni fa.

«Ho sempre avuto il sospetto che le cose non si fossero mai fermate. E avevo conferme da più parti. Le parole scritte da Saviano mi hanno dato la certezza. Un gruppo di noi sa meno cose di se stesso di quante in vari resoconti delatori ne vengano riportate».

Dopo l’arresto di Cosentino, l’avvocato dell’ex coordinatore Pdl se l’è presa con Caldoro.

«Sul piano politico Caldoro è da sempre in alternativa a Cosentino, non c’è stata mai assonanza. Mi sembra che la frase attribuita all’avvocato Montone sia stata dallo stesso smentita. Meglio così. Ricordo a tutti che Caldoro è vittima».

Di recente Caldoro è stato accostato ad un’indagine sulla compravendita di un appartamento a Napoli, in cui risultano coinvolti il suo braccio destro e la moglie.

«In linea generale è giusto fare sempre chiarezza quando c’è di mezzo una persona che riveste un ruolo pubblico. Non mi riferisco al caso specifico, ma quando c’è una attività continua di dossieraggio e screditamento tutto può sembrare diverso».

Avrà un’idea di chi usa blog e dossier contro Caldoro?

«Dico solo che è accettabile qualsiasi confronto, anche aspro, purchè resti sul piano politico. Il resto non può essere sopportato e non può continuare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato su “la Città” del 9 aprile 2014

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